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Don
Carlo nacque ad Arsiero (Vi), il 25 marzo 1921 da papà
Pietro di Varallo Pombia (Novara) e da Lucia Augusta
Carollo di Arsiero. Carletto, così veniva chiamato
da piccolo, è il primo di quattro figli della
famiglia De Ambrogio.Dopo qualche giorno dalla nascita,
e precisamente lunedì 3 aprile, Carletto fu battezzato
nella chiesa parrocchiale. Difficoltà finanziarie
obbligano la famiglia ad emigrare in Francia ad Asnières
- sur Seine (vicino Parigi), qui papà Pietro
aveva trovato un impiego come falegname e anche mamma
Lucia cercava di portare a casa qualche spicciolo. Abitavano
in una baracca, in povertà e umiliazioni.
Per motivi di salute di Carletto la mamma, e i due bambini
ritornarono ad Arsiero, il papà invece rimane
in Francia per sostenere la famiglia.
Qui, Carletto trascorre le sue giornate con i compagni
e và volentieri all'asilo dalle suore della S.Famiglia,
dove inizierà ad imparare pianoforte.
Nell'ottobre del 1930 con l'aiuto di Don Gusato, sacerdote
salesiano del paese, entrò nell'aspirandato salesiano
di Trento, accolto paternamente dal direttore Don Ghibaudo.
Nell'aspirandato di Trento Carletto rimase un anno in
più dei suoi compagni perchè troppo giovane
per accedere al noviziato. Anche questo fu provvidenziale,
come sottolineò egli stesso, perchè potè
approfondire meglio lo studio del greco alla scuola
di Don Ponzio, un validissimo insegnante, allievo del
Carducci. Queste solide basi gli serviranno in seguito
per accostare e tradurre direttamente dal greco i testi
originali della Parola di Dio, soprattutto i quattro
vangeli, le lettere di S.Paolo e di S.Giovanni, l'Apocalisse.Nel
1936-37 faceva il suo noviziato ad Este (Pd) e successivamente
dal 1937 al 1940 i tre anni di liceo nello studentato
filosofico salesiano di Fogliazzo.
Dopo
i tre anni di tirocinio pratico, l'otto settembre eccolo
a Praglia (Pd) per il suo primo anno di teologia. E'
tempo di guerra e lo studentato teologico è ospite
della Abbazia dei Padri Benedettini. Lo studentato di
MonteOrtone (Pd) - libero finalmente dall'occupazione
tedesca - lo riaccolse per la continuazione degli studi
di teologia che si conclusero con l'ordinazione sacerdotale
il 29 giugno del 1947, festa dei SS.Pietro e Paolo.
Negli anni successivi è inviato nel collegio
Don Bosco di Pordenone ad insegnare lettere nel ginnasio
superiore e sempre in questi anni conseguirà
la laurea in lettere nell'università di Padova
con una tesi su Origene. Tra i vari incarichi che gli
vengono affidati ricordiamo la direzione del giornalino
del collegio.
Nel 1956 Don Luigi Ricceri, allora Superiore Responsabile
della stampa e dei Cooperatori salesiani (poi Rettor
Maggiore), scoperte le sue brillanti doti giornalistiche
lo inviterà subito alla Casa Madre di Torino,
come responsabile dell'Agenzia Notizie Salesiane. Quando
questa agenzia fu trasferita a Roma, Don Ricceri affidò
a Don Carlo la direzione di "Meridiano 12",
una rivista per i giovani a livello internazionale.
Fu nominato anche collaboratore del "Bollettino
Salesiano", organo ufficiale della Congregazione.
Negli anni 1959-61 si impegna nella predicazione ai
volontari della sofferenza, nell'Opera di Mons.Novarese
e nel 1969 è invitato dai superiori a visitare
le Case dei Confratelli Salesiani in India, Giappone,
Cina, dove raccoglie parecchio materiale per i suoi
servizi giornalistici.
A Torino la sua evangelizzazione aveva riempito tutta
la sua giornata, al punto che lavorava anche la notte,
lasciando pochissimo spazio al riposo. Oltre alle figlie
di Maria Ausiliatrice, alle quali dedicò con
particolare amore e dedizione molto tempo della sua
predicazione, parecchi altri istituti religiosi lo invitavano
per ritiri, corsi di esercizi spirituali, conferenze,
confessioni alle suore e alle giovani, senza contare
i colloqui personali.
Nel 1975 è l'anno decisivo; la notte del 23/24
maggio nasce il Movimento Gam durante una veglia di
preghiera nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino.
Don Carlo si dona totalmente alla Parola di Dio e alla
Madonna. Grandi e piccoli incontri di preghiera in tutta
Italia, missioni, giornate di formazione, ecc..., circa
quattro anni di intenso operare sempre affiancato da
Don Bruno Brusolini, fino al mattino del 7 novembre
1979 quando Don Carlo tornava improvvisamente alla Casa
del Padre.
Concludiamo questa breve biografia di Don Carlo con
le parole che il 9 novembre 1979 il Cardinale Ursi scrisse
lui: "Visse nell'ascolto assiduo e amoroso della
Parola di Dio. Conosceva le Sacre Scritture, le riviveva
e le spiegava nell'ebbrezza dello Spirito. Egli trovò
in Maria - la tutta piena di Spirito Santo- il segreto
dell'amore totalitario e gioioso a Dio e ai fratelli
in termini di Magnificat. Visse nella Chiesa come messaggero
dello Spirito e ministro fiamma di fuoco. Il messaggio
rovente, però scaturiva sempre da labbra sorridenti
di un volto luminoso di fanciullo in toni dolci, limpidi
e penetranti. Lo capivano meglio i cuori giovanili o
assetati di giovinezza"
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